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Il Centro per l'infanzia "La Gabbianella" di Guardiagrele riapre il centro estivo

una delle rare a Chieti, tra le poche in Abruzzo, fra protocolli stringenti e spirito di servizio, dalla parte delle famiglie

| di Dario Conti
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Nei giorni in cui gli studenti svolgono e concludono l'esame di Maturità l'emergenza educativa che ha investito il tessuto sociale nazionale ed abruzzese sembra essere giunta, se non ad una conclusione, quanto meno ad un rinvio. In un costante rimpallo decisionale tra comitati scientifici, commissioni d'esperti, ministri, conferenze del presidente del consiglio, ordinanze regionali, autorizzazioni comunali, protocolli e aggiustamenti successivi, Plexiglass, mascherine, visiere, disinfettanti, Stati Generali, il mese di Giugno è arrivato, il martoriato anno scolastico 19/20 sembra finalmente essere stato scollinato.
Dunque tutto risolto, andiamocene al mare, distanziati s'intende, speriamo per Settembre e preghiamo che non arrivino seconde ondate per Ottobre e Novembre?
Forse, specie per le scuole pubbliche, ma c'è un settore che resta a lato delle famiglie anche nei mesi estivi, come a stretto contatto, a distanza e tramite la famigerata DAD, c'è stato per tutta l'emergenza Covid.
Stiamo parlando del settore delle Scuole per l'infanzia private. Con un rapido giro di telefonate e di mail ci si accorge facilmente che non sono molte quelle che hanno potuto o voluto farsi trovare pronte alla riapertura.
Una di quelle che ha risposto presente è la Gabbianella di Guardiagrele, che da Lunedì 22 Giugno è pronta ad accogliere nuovamente i bambini nella sua struttura. Il Cordone ombelicale con i suoi piccoli ospiti e con le loro famiglie non si è mai interrotto durante il Lockdown e le sue fasi.
La scuola infatti ha da subito offerto, Gratis et Amore dei, un costante supporto ai bimbi e ai loro genitori, provvedendo a fornire a cadenza settimanale tre incontri , divisi per le diverse classi e strutturati in modo da rallentare la de-scolarizzazione cui i piccoli sono stati gioco forza esposti.
I bambini sono stati supportati con esercizi inviati dalle maestre tramite piattaforme comuni con i genitori pensati per non far dimenticare ai bimbi i primi rudimenti di scrittura, pre-grafismo ,coordinazione cromatica e geometrica, nonché di motricità fine, tutte Skills che i giovanissimi studenti sviluppano colorando, ritagliando e svolgendo i lavoretti assegnatigli. Al contempo ai più piccoli ospiti delle classi sono state recapitate storielle della buonanotte e storie a scopo d'intrattenimento, strutturate per sovrapporre alla voce della maestra lo scorrere sullo schermo di immagini pensate per suscitare lo stupore e la fantasia, riproducendo per il tramite di un device digitale le emozioni che la narrazione in presenza o un pop-up book può provocare.
Anche i genitori sono stati supportati con l'intento di non farli sentire soli, con il peso di un lavoro da mandare avanti (o cercare ex-novo) e al contempo una quotidianità reclusa con bimbi privati degli spazi comuni di gioco e didattica.
Da Lunedì tuttavia, anche questa fase è alle spalle e i genitori potranno tornare a dedicarsi più serenamente alle attività lavorative affidando alle cure delle maestre i pargoli.
La ripresa dell'attività lavorativa è stata subordinata a strettissimi protocolli che hanno ulteriormente aggravato il bilancio della scuola, fissando un numero massimo di bambini che devono essere affidati ad un solo operatore e che non possono comunicare con altre maestre né con membri di un altro gruppo di piccoli. A ciò va aggiunta una sanificazione completa della struttura affidata ad una ditta specializzata e una quotidiana disinfezione, peraltro tradizionale già nell'era pre-covid.
Diminuzione di bambini da accogliere e aggravamento dei costi di personale e pulizia, non hanno però scoraggiato direzione e staff che tornano così ad occuparsi degli alunni accompagnandoli nell'esperienza del campus estivo, volto a far dimenticare l'inverno del nostro scontento passato, e a entrare insieme giocando in quello che si spera, e si lavora perché sia un luminoso avvenire.
Solo all'ultimo la politica ha pensato di dare un sostegno anche alle scuole paritarie e private, ancora ingabbiate all'interno d'una narrazione che le vorrebbe nido di privilegiati bambini, figli di inarrivabili famiglie aristocratiche da triplo cognome che, al prezzo di inaccessibili rette, affidano la loro prole a novelle signorine Rottenmeier. Ma la realtà è ben altra. Alle scuole private del settore della fascia d'infanzia, si rivolgono famiglie d'ogni estrazione, ceto e tasca, che privilegiano le private alle pubbliche, perché le prime a differenza delle seconde, vanno incontro alle richieste dei genitori, piuttosto che vincolarle a dettami e paletti. Chi ha visitato entrambe le realtà ha colto le differenze, in termini di flessibilità accentuata di orari e trattamenti rivolta a genitori lavoratori. Nelle private e paritarie, anch'esse aziende private, la necessità di flessibilità è compresa e accettata, mentre nel settore pubblico è vista di malocchio e non tollerata, nel nome di rispetto di regole inflessibili che non tengono conto delle difficoltà di chi lavora, ad eccezione di alcune isole felici.
Non si vuole qui tessere lodi sentimentali a scapito del pubblico, ma è chiaro che nel privato la struttura esiste e resiste in quanto in grado di soddisfare e aggiornarsi per le esigenze della clientela, cosa che nel pubblico non è una necessità. Ecco spiegato il motivo di un più frequente aggiornamento e della maggiore disponibilità delle strutture private.

Di questi fattori, almeno per quanto riguarda la fascia infanzia, la politica dovrebbe tenere conto nel riparto delle risorse e l'opinione pubblica dovrebbe essere edotta. Finanziare la scuola d'infanzia paritaria aiuta le famiglie al pari di quanto lo faccia il finanziamento, imprescindibile e sacrosanto, alle pubbliche. Non si tratta di aiutare classi più agiate, ma famiglie d'ogni ridda che per le circostanze del caso si trovano ad usufruire del servizio di paritarie e private.

Per queste famiglie, contro ogni margine di profitto, sotto il peso di dispositivi di protezione e mille accorgimenti anti-covid, nell'indifferenza della politica che prescrive ma non sostiene, e contro sciocchi e arretrati cliché, la Gabbianella di Guardiagrele riapre fedele al motto del suo ispiratore Luis Sepulveda: "Vola solo chi osa farlo"

Dario Conti

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