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L'abruzzese Fabrizio Silvestri firma "Cronaca di un crimine" su Rai 2 e RaiPlay

redazione
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C’è anche una firma abruzzese dietro uno dei nuovi progetti di Rai Documentari dedicati alle grandi vicende della cronaca italiana. È quella di Fabrizio Silvestri, giornalista, autore e regista abruzzese, che firma la regia e il soggetto di Cronaca di un crimine, il documentario che sarà trasmesso venerdì 11 settembre, alle 23.25, su Rai 2 e sarà successivamente disponibile anche su RaiPlay.

Un nuovo importante progetto televisivo per Silvestri, professionista con una lunga esperienza nel mondo dell'informazione, della televisione e dello spettacolo, che questa volta porta sul piccolo schermo la ricostruzione di una delle pagine più inquietanti della cronaca nera italiana del Novecento: il caso di Cesare Serviatti, passato alla storia come l’“omicida degli annunci matrimoniali”.

Prodotto da Rose Production in collaborazione con Rai Documentari, “Cronaca di un crimine” è diretto da Fabrizio Silvestri, autore anche del soggetto, e sceneggiato dallo stesso Silvestri insieme a Walter Garibaldi. La fotografia è firmata da Bruno Cascio, vincitore del David di Donatello nel 1996, il montaggio è di Fabio Pisterzi, i disegni di Pasquale Natale, mentre le musiche sono composte da Ciro Vinci e Gianluca Zanna. La supervisione legale è dell’Avv. Silvia Morescanti.

Al centro del documentario vi è una tragica vicenda di cronaca nera che si dipana tra La Spezia, Napoli e Roma e che sconvolse l’opinione pubblica dell’Italia fascista degli anni Trenta: il ritrovamento di tre valigie contenenti i resti smembrati di una donna.

Le indagini portarono alla luce la tragica fine di Paola Gorietti, una donna nubile di 39 anni, impiegata come cameriera presso una famiglia borghese. Nel disperato tentativo di trovare un riscatto affettivo e sociale attraverso il matrimonio, Paola aveva risposto a un annuncio matrimoniale pubblicato su un giornale, finendo nella rete di Cesare Serviatti, un assassino seriale che individuava donne sole e vulnerabili, ne conquistava la fiducia prospettando loro un futuro sentimentale, per poi derubarle e ucciderle.

Le indagini sul delitto consentirono progressivamente di collegare Serviatti ad altri omicidi precedentemente rimasti irrisolti, facendo emergere il profilo di uno dei più inquietanti assassini seriali della cronaca italiana del Novecento.

Con la regia dell'abruzzese Fabrizio Silvestri, il documentario non si limita però alla minuziosa ricostruzione storico-giornalistica del caso e all'analisi delle prime moderne tecniche investigative dell'epoca. La vicenda criminale diventa il punto di partenza per una riflessione su questioni di drammatica e permanente attualità: la violenza di genere, la condizione femminile e la vulnerabilità sociale“Cronaca di un crimine” analizza infatti il contesto nel quale maturarono i delitti e il modo in cui pregiudizi, convenzioni sociali e ruolo subordinato attribuito alle donne nell'Italia dell'epoca contribuirono all'isolamento delle vittime, creando le condizioni che un predatore come Serviatti riuscì a sfruttare.

Un racconto che mette così in relazione la cronaca del passato con il presente e invita a interrogarsi sulle radici culturali e sociali di dinamiche di violenza che, a quasi un secolo di distanza, continuano purtroppo a emergere nella cronaca contemporanea.

Ad analizzare il contesto storico, psicologico e sociale del delitto è un autorevole panel di esperti e studiosi: Liliosa Azara, sociologa; Mauro Canali, storico; Armando Palmegiani, criminologo; Fabio Sanvitale, giornalista investigativo; e Vincenzo Maria Mastronardi, psichiatra criminale. Palmegiani, Sanvitale e Mastronardi sono inoltre autori del libro “Sangue sul Tevere” (Armando Editore). Il documentario si avvale inoltre delle testimonianze e dei contributi di Dalila Ranalletta, Manuela Saccente e Don Lucio Boldrin.


 
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