Ci sono tradizioni che non appartengono soltanto alla memoria, ma continuano a vivere ogni volta che qualcuno trova il modo di raccontarle, interpretarle e trasmetterle alle nuove generazioni. Il teatro dialettale è una di queste. È una forma d'arte che custodisce la lingua dei nostri padri, le espressioni della quotidianità, i caratteri di un popolo e quella particolare capacità di sorridere delle proprie debolezze che rappresenta una delle manifestazioni più autentiche della cultura popolare.
È proprio nel segno di questo patrimonio culturale che domenica 8 novembre 2026, alle ore 17.30, il Teatro Comunale “Camillo De Nardis” di Orsogna aprirà il sipario sulla IV Stagione della Rassegna di Teatro Dialettale “Plinio Silverii”, curata dalla compagnia I Guardiani dell’Oca per la direzione artistica di Zenone Benedetto.
Ad inaugurare la nuova stagione sarà la compagnia Amici della Ribalta di Lanciano, che presenterà lo spettacolo “Ta-pù lu trumbone d’accumpagnamente”, tratto dall'omonima raccolta poetica di Modesto Della Porta, con la regia di Mario Pupillo.
Un'apertura particolarmente significativa, affidata a un'opera che rappresenta molto più di un semplice omaggio alla comicità dialettale: è un incontro con uno dei protagonisti più originali della letteratura popolare abruzzese, un autore che ha saputo trasformare il mondo degli uomini comuni in materia poetica, raccontandone contraddizioni, fatiche, aspirazioni, piccole vanità e grandi fragilità con una scrittura capace di far ridere, ma anche di far riflettere.
Nato a Guardiagrele nel 1885, Modesto Della Porta è stato poeta, sarto, dicitore e musicista. Una figura singolare e profondamente legata alla propria terra, che ha saputo dare dignità letteraria al dialetto, utilizzandolo non come semplice strumento di comunicazione quotidiana, ma come una lingua ricca di possibilità espressive, capace di restituire emozioni, pensieri e osservazioni sulla società.
La sua opera più conosciuta, “Ta-pù, lu trumbone d’accumpagnamente”, pubblicata nel 1933, rappresenta una delle testimonianze più significative della poesia dialettale abruzzese.
Nei suoi versi convivono comicità e malinconia, ironia e amarezza, leggerezza e profondità. Della Porta osserva il mondo attraverso gli occhi della gente comune, dà voce a personaggi popolari, ne racconta le difficoltà e le aspirazioni, mettendo spesso a nudo, attraverso il sorriso, le ingiustizie e le contraddizioni della condizione umana.
La sua non è una comicità fine a se stessa. Dietro la battuta, il gioco linguistico e la caricatura si nasconde uno sguardo attento e disincantato sulla realtà. Il poeta sa cogliere la grandezza delle persone semplici, raccontandone la dignità anche quando la vita le colloca ai margini, e riesce a trasformare episodi apparentemente ordinari in riflessioni universali.
È questa la ragione per cui i suoi componimenti continuano a parlare anche a chi non ha conosciuto direttamente il mondo che li ha generati. Il dialetto di Guardiagrele diventa così patrimonio di un'intera regione, perché nei suoi personaggi e nelle sue storie ogni comunità abruzzese può riconoscere qualcosa di sé.
Portare le poesie di Modesto Della Porta sulla scena teatrale significa affrontare una sfida artistica tutt'altro che semplice.
La poesia nasce infatti con una propria musicalità, con tempi e ritmi legati alla parola, alla voce e alla capacità interpretativa di chi la declama. Il teatro richiede invece una costruzione drammaturgica, una successione di situazioni, presenze, movimenti e relazioni capaci di trasformare il testo in un'esperienza scenica.
La compagnia Amici della Ribalta ha scelto di affrontare questa sfida attraverso un lavoro di trasposizione che non intende tradire la scrittura originale, ma renderne visibile tutto ciò che in essa è già presente.
Il progetto, riproposto dopo quasi vent'anni da una precedente esperienza che aveva raccolto consensi e riconoscimenti, nasce proprio dalla volontà di restituire nuova vita a un'opera importante della cultura abruzzese.
In scena, Elia Iezzi interpreta Modesto Della Porta, facendone rivivere la figura attraverso il suo tavolino da sarto, luogo simbolico dal quale prendono forma i versi e i personaggi del poeta. È come se Modesto, tra ago, filo e stoffe, continuasse a cucire non soltanto abiti, ma storie, esistenze e frammenti di umanità.
Attorno a lui si materializzano i protagonisti delle sue poesie, dando corpo a quel piccolo grande universo popolare che l'autore ha saputo osservare e raccontare con straordinaria sensibilità.
Il risultato è un percorso teatrale nel quale la parola dialettale si intreccia con la recitazione, la musica e la presenza scenica, restituendo al pubblico atmosfere, volti e situazioni di un tempo lontano, ma non per questo estraneo alla sensibilità contemporanea.
Accanto alla regia di Mario Pupillo, il lavoro si avvale della collaborazione di LuigiMarfisi. Lo spettacolo coinvolge un gruppo di quindici interpreti e vede la partecipazione di Elia Iezzi, con un impianto scenico arricchito da musica e momenti coreografici.
Un allestimento che dimostra come il teatro dialettale possa andare oltre la semplice riproposizione di testi del passato e diventare un autentico strumento di ricerca, valorizzazione e trasmissione culturale.
Vi aspettiamo numerosi!
TARIFFE BIGLIETTERIA:
ABBONAMENTO € 60
SINGOLO SPETTACOLO € 15
ORARI BIGLIETTERIA:
LUNEDI’ – MARTEDI’ 10.00 – 13.00
MERCOLEDI’ 16.00 – 18.00
GIOVEDI’ – VENERDI’ 10.00 – 13.00
E DA UN’ORA PRIMA DELLO SPETTACOLO
I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Teatro Comunale di Orsogna e on line sul circuito ciaotickets https://shop.ciaotickets.com/ecommerce/evento/117034
Per info e prenotazioni (si può prenotare anche via whatsapp) cell. 3346652279