Capannoni industriali da trasformare in centri commerciali: il 'no' di Confcommercio

Tiberio: "C'è la necessità di riequilibrare il sistema regionale a favore della piccola e micro distribuzione"

| di redazione
| Categoria: Attualità
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Un deciso “no” alla realizzazione di nuovi centri commerciali al posto dei tanti siti industriali in disuso sparsi nella nostra regione.

Marisa Tiberio, vice presidente regionale e consigliera nazionale di Confcommercio, ribadisce con fermezza la propria contrarietà, come già espresso a mezzo stampa da Confcommercio Abruzzo il 19 settembre scorso, alla proposta di trasformazione dei capannoni industriali in commerciali. Un progetto di legge firmato dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e che il prossimo 10 ottobre andrà al vaglio della commissione regionale presieduta da Manuele Marcovecchio.

L’Abruzzo è la Bruxelles dei centri commerciali, cioè la capitale europea della insensata e massificata presenza in metri quadri di superficie di grande distribuzione per abitante. Confcommercio ha più volte evidenziato - afferma Tiberio - la necessità di riequilibrare il sistema commerciale regionale a favore della piccola e micro distribuzione. Tale posizione è stata condivisa pubblicamente anche dal presidente Marsilio, al quale chiediamo di dare seguito concretamente agli impegni assunti di fronte ad una vasta platea di operatori commerciali evitando l’adozione di provvedimenti che tornano utili solo alla media distribuzione con il rischio concreto di colonizzare ulteriormente il territorio e il mercato abruzzese, falsando ogni regola che il pluralismo dell’offerta commerciale imporrebbe”.

Per questro la presidentessa Tiberio lancia un appello accorato al presidente del Consiglio regionale. “Chiediamo al presidente Sospiri di ravvedersi su questa proposta e di investire le sue energie in un progetto di legge a sostegno dei piccoli commercianti, avviando un percorso di riflessione - spiega Tiberio - sulla diminuzione dei negozi di vicinato che hanno un’insufficiente redditività per andare avanti, non solo per il calo dei consumi ma anche per la forte competizione del commercio elettronico, dei centri commerciali, dei parchi commerciali e degli outlet”.

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