Il Carnevale Tradizionale Abruzzese in sette punti

| di Prof. Francesco Stoppa
| Categoria: Tradizioni
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1. Il Carnevale abruzzese è una festa pre-cristiana. Cosi come ci è giunto oggi mostra strabilianti somiglianze con carnevali di paesi lontani come il nord della Spagna (Paesi Baschi). Questo indica la sua diffusione e la sua antichità. Il carnevale abruzzese è una festa di grande complessità, di grande valore storico, una eredità ingiustamente sminuita a favore di modelli carnevaleschi consumistici, estranei privi di contenuto. Il carnevale è una festa rituale di transizione, trasformazione, rovesciamento delle parti, sacrificio e purificazione. Il suo contenuto simbolico, pagano, è certamente non inferiore ai grandi riti della cristianità come la Pasqua e il Natale. Forse per questo il carnevale è stato soffocato ed avversato dalla Chiesa e poi svuotato di significati e reso commerciale dal consumismo che ne ha definitivamente calpestato i significati profondi.

2. Il Carnevale incarna satiricamente personaggi politici e storici più o meno precisi, con sfumature che vanno da una certa bonaria negatività, alla rappresentazione della smodata avidità ma anche, più pesantemente, la prepotenza, il potere corrotto. Per quanto universali siano questi temi emerge anche un significato più profondo di purificazione e fertilizzazione attraverso il fuoco. Il fantoccio di Carnevale, spesso vestito da boss, guappo, potentato, è detto in maniera rivelatrice "Facundo" in Spagna, e conserva tracce, sotto la natura umana smodata, di una matrice animalesca, selvaggia, propiziatoria. Il rogo del fantoccio di Carnevale conclude un ciclo naturale e ne inaugura un altro, a preparazione della primavera che in questa stagione già si intuisce nell'aria, fertilizzandolo positivamente con le proprie ceneri. Se non fosse cosi che gusto ci sarebbe a bruciare un pupazzo!

3. Carnevale inizia dopo Sant'Antonio Abate. Dei tre giovedì, degli amici, dei parenti e grasso, solo l'ultimo sopravvive appieno. I balli proliferavano a suon di saltarella, prendevano anche il nome di trescune come l'omonima danza. Naturalmente de Carnevale ogne burle vale ... La mascherata è un uso universale con molte varianti e variazioni, nessuna delle quali somiglia ai carnevali pseudoviareggini o pseudobrasiliani o peggio pseudoveneziani che ora sono diventati uno stereotipo comune grazie alla poca cultura, anzi ignoranza, dei mezzi di comunicazione che li propone come modelli.

4. La versione del carnevale conosciuta e praticata in Abruzzo consiste in varie fasi che mescolano riti molto antichi, quali il canto dei mesi (mascherata dei mesi, un tempo molto comune ovunque) e il palo intrecciato (danza propiziatoria di nastri avvolti e svolti intorno a un palo, anche questa ampiamente distribuita nel mondo occidentale),  messinscene di carattere medievale come la carnevalata, la morte di Carnevale (o lo scaccione, versione meno cruenta), il funerale e il rogo di Carnevale, cortei rumorosi di caccavelle varie al grido di fora fora carnevale (significato apotropaico). Inoltre balli e canti di stile ottocenteschi (ma anch'essi di origine bassomedievale) come le arie di carnevale e la quadriglia figurata di piazza e ovviamente saltarella.

5. Personaggi della carnevale tradizionale sono Carnevale (in carne e ossa e in cartapesta), la Vedova, Personaggi femminili vari tutti interpretati da maschi, il dottore, il notaio, i carabinieri, lo speziale, i pulcinelle abruzzesi bianchi e quelli colorati (come si fa l'abito, vedere dopo). Tra tutte le figure quella ancestrale con natura semidivina e carattere di rinnovamento vegetale sono i pulcinella caratterizzati dall'enorme copricapo conico fiorito ed ornato da zagarelle (nastri).

6. Abito da pulcinella abruzzese: Casacca in tela pesante con spallone, ampia e con i bottoni. Un paio di pantaloni ami e diritti. Cuciture delle maniche e del pantalone delle frange o strisce rosse, aggiungere toppe anche colorate o fiorate. Calzate stivali o anfibi. Indossate un grosso cinturone e una bandoliera incrociata, simboli di potere a cui attaccherete campanacci, bubboli. Aggiungete frange colorate indossate sciarpe pendenti sul petto o ficcate nella cintura, raramente l'abito è colorato (rosso, blu etc). ci si può colorare il viso, (nerofumo). Accessori indispensabili: fischietto (possibilmente di coccio), frusta lunga, spada o bastone decorati e infiocchettati.

 7. Come costruire i cappelli del Pulcinella Abruzzese. Prendere una canna verde abbastanza grossa e diritta. Tagliare un segmento di circa 1 metro. Fare una legatura con corda stretta sotto al primo nodo, tagliare in quattro la canna rimanente secondo la fibra fino alla legatura. Fare una croce di misura adatta con due pezzi di canna legandoli e divaricare con la croce i 4 segmenti in cui avete aperto la canna. Legare e incollare. All'estremità divaricata dei 4 segmenti della canna legare all'interno un cerchio fatto di giunco, imbottito con cotone o stracci e fasciato stretto. Il tutto vi deve stare comodamente sul capo e ben calzato. Legate il cerchio con due sottogola in tela morbida e robusta, uno davanti l'orecchio e uno dietro. Rivestite il cono con tela colorata, o carta, aggiungete frange e coccarde a volontà, se volete potete creare delle appendici in filo di ferro sempre decorato con frange e coccarde.

 

Prof. Francesco Stoppa

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