"Il mio Natale cafone"

| di Prof. Francesco Stoppa
| Categoria: Tradizioni
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"Buone feste fatte" è questa la frase, un po' sgrammaticata, che si pronuncia ora che ci si rivede per Chieti, dopo le lunghe vacanze di Natale, capodanno ed Epifania.

Oramai però è troppo tardi per fare auguri e cambiare le cose e quel "buone" è decisamente paradossale a questo punto. Tutti si lamentano che il Natale non è più quello di una volta, di quando erano bambini per capirci, che a capodanno non si sono divertiti e che all'epifania, oltre alle varie parainfluenze si è aggiunta la gastrite e qualche chilo di troppo.

"Appena finiscono le feste vado in palestra e mi metto a fare la Dukan",  seehhhh!

I più pessimisti sono ormai convinti che Natale sia una festa fatta solo di ipocriti buonismi mentre anche i più ottimisti dovranno ammettere a denti stretti che è diventata la solita massacrante festa massificata e commerciale. A tour de force degli acquisti, delle cene e dell'orgia alimentare non sfuggono neanche i credenti disorientati tra Babbo Natale o Gesù Bambino, la Madonna o la Befana, il presepe o l'Albero? Il tutto condito da "White Christmas", "Holy Night" e "Jingle Bells" strombazzati dagli altoparlanti dei supermercati e che rimbalzano filodiffusi nei corsi principali delle città. Tra commessi, bambini e vucumbrà con in testa cappelli cinesi con le renne e i led rossi pulsanti, in questa babele di Sacro, profano e decisamente kitsch, io mi domando che senso ha tutto questo.

Mi viene in mente il Natale "cafone"degli zampognari, dei regali fatti con le proprie mani, di una cena semplice a lume di una tremula candela, mentre fuori nevica.

Già perché ormai a Natale capita spesso che ci siano 15 o anche 16 gradi e che a Taormina qualcuno faccia il bagno mentre a Palermo si prende il sole, tanto in montagna non c'è più la neve. Anche il mio è un Natale spezzato a metà tra quello che vorrei fare e risucchio dei venditori di cose inutili che ti rubano l'anima. E lo chiamano commercio? e lo chiamano economia? Economia significa "operare con il massimo vantaggio e con il minimo dispendio di energie e di risorse" invece il consumismo, lo spreco e l'idiozia diventano ancora più mostruosi a Natale.

Ma cerchiamo di porre rimedio. Io per esempio insieme a una mia amica, ho fatto il sapone di Marsiglia, quello fatto col l'olio vecchio ma ancora buono. Mi sono sentito utile e capace di fare qualcosa di semplice e concreto, l'ho incartato e l'ho regalato a tutti spiegando bene come usarlo e dandogli quel tocco personale che fa piacere:

"L'ho fatto per te, per farti una cosa gradita e vedrai come lascia la pelle morbida senza usare creme e profumi con i coloranti che ti fanno venire le allergie".

In secondo luogo seguiamo i proverbi che saranno pure luoghi comuni ma sono pieni di buon senso.

"Natale con i tuoi": la tua famiglia, i tuoi amici, o quelli che ti senti vicini, chi è triste, chi è nei guai chi ha bisogno di qualcuno affianco. Lo avete fatto? Basta con i cenoni tutto compreso con i coriandoli, la samba e cibi assurdi e sconosciuti e indigesti. Cena e pranzi secondo al tradizione, in famiglia o dagli amici: "i fritti di Natale", "caciunitte con i ceci e il mosto cotto", "i turcinielle", la cena di magro con le frittelle di baccala e cavolfiore, il pranzo di Natale con il cardone e il lesso di gallina.

Questo è il mangiare "cafone" che il nostro corpo e il nostro cervello capisce, ammettetelo! ci fa bene al cuore, perché è un desiderio di pace e di riconciliazione con i nostri avi e i nostri discendenti che si realizza mangiando.

E per divertirsi in maniera sostenibile in armonia sia con i vicini che con il creato? Il modo giusto per stare insieme? Una lanterna in mano e si va a cantare le novene.

"É Notte di Natale è notte Santa, lu padre, lu fijole, lu Spirde Sante" e ancora " Si me li dì nu'bicchierine bonasere a lu Bambine, si me li dì nu bicchierotte, bonasera e bonanotte". Chiaro no? di casa in casa, vi viene offerto un bicchiere di vino caldo, una fetta di fragrante pane unto con il rosmarino, i dolcetti e un grande sorriso di vecchi e giovani (almeno questa volta tutti insieme!). Vi garantisco che vi riscalda il cuore più di 100 chupiti e 100 panettoni farciti di nutella e mascarpone e non vi massacra il fegato.

Non vi siete lamentati che quest'anno avete speso troppo? Beh questo che vi propongo è il tipo di Natale gratuito ed "economico" adatto alla crisi. Ma devo dire, per me e per chi lo ha vissuto con me, per niente deprimente e che mi ha lasciato il dolce in bocca. Vi sentite dopo leggeri nel corpo e nell'anima, riconciliati per avere capito che chi vi circonda non è un nemico sconosciuto ma un amico. E tornando a casa, a un'ora ragionevole, mentre le macchine sfrecciavano dal centro commerciale dirette verso l'abbuffata di gruppo, gli autisti con le facce allucinate e insensibili, ho pensato soddisfatto "i cafoni sono loro".


Auguri e Buone feste fatte

Prof. Francesco Stoppa

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